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Totò, il principe napoletano della risata: storia e vita di Antonio De Curtis

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Totò, è stato un attore, commediografo, poeta, paroliere e sceneggiatore italiano. Ma chi era nella vita? Qual’è il vero nome di Totò? Quando è nato? Chi sono i figli di Totò?

In questo articolo parliamo del principe napoletano della risata Antonio De Curtis, in arte Totò, uno dei simboli di Napoli e della napoletanità.

Chi è Totò? Storia e vita di Antonio De Curtis

Quando è nato Totò?

Antonio De Curtis, più noto come Totò, è nato a Napoli il 15 febbraio 1898 in via Santa Maria Antesaecula (rione Sanità), al secondo piano del numero civico 109. Siamo nel quartiere Stella, uno dei più antichi della città.

La madre di Totò, Anna Clemente, inizialmente lo registra all’anagrafe come Antonio Clemente. Quando nel 1929 sposa il marchese Giuseppe De Curtis che, riconoscendo Antonio come suo figlio.

Qual’è il vero nome di Totò?

Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi adotta Antonio trasmettendogli i suoi titoli gentilizi e nel 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli di: Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio (il suo vero nome completo).

Lo pseudonimo di Totò è stato forgiato da sua madre che per chiamarlo più in fretta, gli affibia quello che poi diventerà il tanto celebre nomignolo.

Il carattere del giovane Antonio De Curtis.

Totò è un ragazzo vivace e pieno di vita. A scuola era molto irrequieto fintanto che nel collegio dove studia viene colpito con un ceffone da un precettore che gli devia il setto nasale.

Successivamente questo difetto determinerà l’atrofizzazione della parte sinistra del naso e quindi quella particolare asimmetria che caratterizza il volto del comico napoletano.

Totò e l’amore per il teatro: l’inzio del successo

Così all’età di soli 14 anni lascia gli studi, spinto anche dal suo smisurato amore per il teatro. Totò inizia a recitare giovanissimo, in giro per piccoli teatri di periferia proponendo un repertorio di imitazioni e macchiette.

Inizialmente, il giovane Totò, non riscuote il consenso sperato dal pubblico. A 16 anni matura quindi la convinzione che la sua passione per il teatro non possa portarlo ai risultati sperati e si arruola nell’esercito.

Ma durante il breve periodo come volontario nell’esercito si accorge che quel tipo di vita, fatto di differenze gerarchiche, non fa per lui. Quindi si fa ricoverare evitando di finire in prima linea durante la seconda guerra mondiale.

“Io odio i capi, odio le dittature… durante la guerra rischiai guai seri perché in teatro feci una feroce parodia di Hitler. Non me ne sono mai pentito perché il ridicolo era l’unico a mezzo disposizione per contrastare quel mostro […]. Gli feci un gran dispetto, perché il potere odia le risate, se ne sente sminuito”.

Finita la guerra, Totò, riprende a fare teatro con poco successo a Napoli. Fin quando nel 1922 si trasferisce a Roma con la famiglia dove viene assunto dalla compagnia teatrle di Giuseppe Capece per poche lire.

Il successo arriva quando si presenta al al Teatro Jovinelli dove debutta recitando il repertorio di Gustavo De Marco. In breve tempo i manifesti riportano il suo nome a caratteri cubitali e fioccano le scritture nei teatri più famosi come, solo per citarne alcuni, il Teatro Umberto, il Triaton, il San Martino di Milano e il Maffei di Torino.

Ma la vera consacrazione avviene a Napoli, grazie agli spettacoli della rivista “Messalina” (accanto a Titina de Filippo).

Per anni Totò è padrone del palcoscenico e recita al fianco di attori famosissimi quali Anna Magnani e i fratelli De Filippo. Continuando poi la sua carriera come attore con enorme successo grazie ai numerosi film che (quasi) tutti conosciamo.

Moglie, figli e vita privata di Antonio De Curtis

La prima moglie di Totò era Diana Bandini Rogliani che sposerà nel 1935 e dalla cui unione nasce la prima figlia Liliana De Curtis. Il matrimonio di Totò con Diana dura soli 4 anni anche se vivranno insieme fino al 1950.

Nel 1952 si innamora di Franca Fialdini con la quale resterà legato fino alla sua morte e dalla quale nacque il figlio Massenzio De Curtis, morto poche ore dopo la nascita.

La perdita di questo bambino lo spinse a rifugiarsi in se stesso per diverse settimane. Per poi tornare sulla scena per girare i film come “Totò, Peppino e la malafemmina” e ” La banda degli onesti”.

Era afflitto da una forma di cecità e la sua malattia peggiorava: durante uno spettacolo teatrale a Palermo non ci vide più. La sua malattia era una corioretinite emorragica.

Continuò comunque a lavorare e fumare le “sue” 90 sigarette al giorno destreggiandosi egregiamente ancora sul set di film come “Totòtruffa 62”, “Totò e Cleopatra”, “Totò e Diabolicus”.

Morte e sepoltura.

Totò muore di infarto il 15 aprile 1967, intorno alle tre e mezzo del mattino, dopo un susseguirsi di vari attacchi cardiaci. Alle 11:20 del 17 Aprile 1967 la salma è trasportata nella chiesa di Sant’Eugenio in Viale delle Belle Arti.

Sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. Alle 16:30 la sua salma giunge a Napoli accolta, già all’uscita dell’autostrada e alla Basilica del Carmine, da una folla enorme.

Viene sepolto nella cappella De Curtis al Pianto, nel cimitero sulle alture di Napoli, in località Capodichino.

“Al mio funerale sarà bello perché ci saranno parole […], mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire”.

 

Totò: caratteristiche e particolarità del personaggio

Totò oggi è uno dei simboli della città di Napoli, un’icona della napoletanità che descrive in pieno il modo di essere dei napoletani.

Il Totò autentico, vicino agli ultimi del mondo, è quello che emerge nelle sue opere benefiche e nell’assistenza ai bimbi disagiati (lui stesso si prodigò nel mantenimento di orfanotrofi e centri assistenziali).

La forza di Totò è nel suo forte carisma che lo differenzia dagli altri attori. Totò non si limita a far ridere le persone, ma trascina il pubblico in un vortice di battute e di situazioni esilaranti entusiasmandolo fino al delirio.

Usa il suo volto, e quell’asimmetria che caratterizzano il suo mento, facendole diventare caratteristiche fondamentali utili per evidenziare e sottolineare i momenti comici.

Opere, i Film e i riconoscimenti

Il Totò poeta scrive numerose poesie tra cui la più famosa è ‘A Livella, scritta in italiano e dialetto napoletano pubblicata per la prima volta nel 1964. La raccolta di poesie seguiva di alcuni anni la sua biografia scritta e commediata nel film del 1955: “Siamo uomini o caporali?”.

Già nel 1937 aveva debuttato nel cinema con “Fermo con le mani” e fino al 1967 interpreterà circa un centinaio di film.

Tra i numerosissimi film di Totò è da ricordare “Guardie e ladri” di Steno e Monicelli con il quale nel 1951 vince il Nastro d’Argento per l’interpretazione.

Nel 1966 Totò vince il secondo Nastro d’Argento per l’interpretazione del film “Uccellacci e uccellini”, di Pier Paolo Pasolini, un grande intellettuale a cui si deve per certi versi lo “sdoganamento” di Totò. Per questo film Totò riceve anche una menzione speciale al Festival di Cannes.

Totò cantante va ricordato per aver scritto alcune canzoni, tra le quali la celebre “Malafemmena” che ancora oggi resta attuale.

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Conclusioni

Un consiglio ai tanti giovani di riscoprire uno dei nostri più grandi attori, animato da grande talento e umanità, che non fece mai vanto dell’essere nato “signore”, nonostante la sua origine nobile.

Totò è stato tutto: attore, poeta, scrittore. Ha fatto della comicità, quella intelligente, lo strumento per donare il sorriso alle persone. Con il suo carisma e la sua ironia ha fatto ridere (e continua a farlo) tantissime persone attraverso i suoi indimenticabili film, che fanno parte della storia della cinematografia italiana.

Antonio De Curtis, in arte Totò, è oggi uno dei simboli della città di Napoli ed espressione del modo di essere napoletani e della sana napoletanità.

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Ciao sono Ugo, blogger per diletto con la passione per Wordpress e la creazione di Siti web/Blog. Amo Napoli e, da napoletano e partenopeo d.o.c, volevo rendere omaggio alla mia città con un Blog. Perché un Blog su Napoli? Perché ci sono nato e cresciuto, ma da molti anni non ci vivo: mi manca. Perché tutti, napoletani e non, hanno il diritto di conoscere Napoli: la sua storia, le bugie storiche, la cultura, il folklore. Perché tutti hanno il diritto di avere la possibilità di imparare ad amarla...

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